Come cambieranno le Università dopo la riforma Gelmini ? Questa domanda è l’oggetto (e anche il titolo) di un seminario di approfondimento organizzato per il prossimo 5 maggio dal Dipartimento di Istituzioni linguistico-letterarie, comunicazionali e storico giuridiche dell’Europa.
La risposta alla domanda dipenderà molto dal modo in cui la riforma stessa sarà applicata, in ciascun ateneo e da ciascuna struttura. E proprio per questa ragione è importante che, in ciascun ateneo e in ciascuna struttura, si cominci subito a riflettere: non si tratta solo di essere consapevoli di un cambiamento, ma di essere in grado di interpretarlo e indirizzarlo.
Il seminario sarà aperto e presieduto dal direttore del DISTU, prof. Leonardo Rapone, e concluso dal Rettore, prof. Marco Mancini. La discussione sarà preceduta e orientata da quattro relazioni, che toccheranno le principali aree di temi sui quali è intervenuta la riforma. Innanzitutto, la nuova “governance” delle Università (prof. Stefano Battini): quali sono i caratteri del modello suggerito (o imposto) dal centro? Quali margini residuano all’autonomia universitaria? Quale sarà il rapporto fra Senato e Consiglio di Amministrazione e fra componenti interni ed esterni degli organi di governo? Il secondo tema di riflessione riguarda i rapporti fra le strutture (prof. Gianluca Piovesan): quale sarà il ruolo del Dipartimento nel nuovo contesto organizzativo? Quali i suoi rapporti con gli organi di governo? Quali i principali problemi che tale tipo di struttura dovrà affrontare nell’estendere la propria missione dalle sole funzioni di ricerca a quelle di gestione della didattica? Vi è poi la grande questione della valutazione delle Università e, a cascata, nelle Università (prof. Paolo Ricci): quale sarà il ruolo del nucleo di valutazione e in che modo sarà collegato all’ANVUR a livello nazionale? Quali gli standard e gli indicatori della valutazione delle attività di ricerca e didattica? Quali gli effetti della valutazione, anche sul piano dello stato giuridico ed economico dei docenti che vi saranno sottoposti? Infine, il tema antico, ma sempre attuale, del reclutamento del personale accademico (prof. Riccardo Gualdo): la combinazione della abilitazione scientifica nazionale e della chiamata da parte del singolo ateneo cumulerà le virtù oppure i vizi del centralismo e del localismo che hanno caratterizzato i sistemi di reclutamento adottati in passato? L’accesso dei giovani ricercatori meritevoli sarà agevolato dalla nuova figura del ricercatore a tempo determinato e dalle norme sui dottorati e sugli assegni di ricerca?
Come può notarsi, sono molti gli interrogativi aperti dalla riforma, sui quali il personale accademico dovrà impegnarsi sia sul piano dell’analisi scientifica, sia sul piano della prassi gestionale. Il seminario vorrebbe contribuire a fare in modo che la prima orienti la seconda.
Direttore: prof. Giulio Vesperini
Segreteria: tel. 0761-357668, fax 0761-357875